Esperimento "Drain Brain" con Samantha Cristoforetti

Un esperimento di fisiologia umana sulla Stazione Spaziale Internazionale
Esperimento "Drain Brain" con Samantha Cristoforetti

L'astronauta Samantha Cristoforetti indossa il pletismografo durante una sessione sperimentale sulla ISS

 

Drain Brain è un progetto approvato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con lo scopo di sviluppare un dispositivo elettronico detto “pletismografo”. Tale dispositivo è stato utilizzato dalla prima astronauta italiana in orbita, il capitano dell’aeronautica militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Samantha Cristoforetti, durante la sua missione sulla ISS. Il pletismografo è stato interamente realizzato dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’ateneo ferrarese in collaborazione con la sezione di Ferrara dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Oltre ad UNIFE, nel progetto sono coinvolte anche le aziende ALTEC di Torino e Telespazio di Napoli.

Drain Brain ha la duplice finalità di migliorare le scarse conoscenze sulla fisiologia umana del ritorno venoso cerebrale in condizioni di microgravità e di realizzare un nuovo strumento diagnostico che possa essere utilizzato da pazienti affetti da malattie neurodegenerative. Più in generale, l’esperimento sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha come obiettivo l’utilizzo di un nuovo apparecchio pletismografico, portatile e non invasivo, per studiare il ritorno venoso cerebrale in condizioni di microgravità, contribuire alla comprensione dei fenomeni di adattamento fisiologico e identificare possibili variazioni cronobiologiche del flusso sanguigno. Il dispositivo consiste in un’unità elettronica portatile (PEU), un estensimetro disponibile in diverse lunghezze per adattarsi alle dimensioni di collo, gambe e braccia, e un’unità di memoria. L’astronauta effettuerà il test pletismografico in diverse condizioni respiratorie. Lo scorso anno il dispositivo ha superato tutti i tests di qualifica richiesti dalla NASA ed e’ stato consegnato alla base di Cape Canaveral per la spedizione sulla ISS prima di Natale. All’inizio di quest’anno è stato eseguito con successo il primo protocollo sperimentale in orbita e si attende il ritorno dell’astronauta Cristoforetti per incrociare questi risultati con i dati registrati in condizioni fisiologhe normali.

Lunedì 23 Febbraio è stata eseguita la seconda sessione di raccolta dati che prevedeva l’utilizzo combinato dello strumento pletismografico realizzato dall’Università di Ferrara e dello spirometro di bordo, per la registrazione del flusso venoso dell’astronauta in diverse condizioni di sforzo. L’esperimento si è svolto eseguendo una sessione mattutina e una pomeridiana, entrambe completate da Samantha Cristoforetti secondo le procedure e il protocollo scientifico.

I dati registrati dallo strumento, arrivati già in serata al centro di controllo delle operazioni ASI, presso Kayser Italia a Livorno, sono stati analizzati dal project manager Angelo Taibi, che ha constatato soddisfatto la coerenza con quanto atteso. L’esperimento, di cui è responsabile il professor Paolo Zamboni del Centro Malattie Vascolari, è servito anche ad eseguire immagini ecografiche per la misura della sezione della vena giugulare.

 

Video Drain Brain